venerdì 10 luglio 2026

Si è svolto il 9 luglio 2026 uno dei primi Consigli Comunali con cui si entra nel vivo della vita politica di un Comune, quando si iniziano a fare interrogazioni, si parla di bilancio, prendono avvio gli atti che permettono la ricaduta concreta delle linee di indirizzo politiche del mandato elettorale.

All’ordine del giorno è iscritto un punto che avrebbe, in altri tempi, suscitato discussioni e confronti all’"ultimo sangue", ovvero una variazione di bilancio di circa 1.200.000 euro (!!!), e che invece secondo la maggioranza è stata presentata quasi come un atto dovuto, a metà tra una ratifica del lavoro dell’amministrazione procedente (che però non l’aveva approvata, oltretutto frutto di una giunta già azzoppata) e la nuova, che accoglie il tutto in favore di continuità (ma senza nemmeno sapere di che cosa si stia parlando, con la giustificazione che “loro non c’erano”).

Il nostro consigliere Roberto Canola ha cercato invano di animare una discussione politica, tanti erano gli spunti che potevano provenire dalle varie voci, ma anche per le modalità con cui si arriva a tali decisioni, non solo nei contenuti, chiedendo soprattutto ai “nuovi” di esprimersi; si sono levate un paio di timide voci di consiglieri già presenti e testimoni del primo mandato, che hanno ovviamente detto ogni bene, e poi il nulla.

Esauriti TUTTI gli interventi, nel momento della vera e propria votazione della delibera, sfruttando il fatto che il nostro consigliere non potesse più intervenire, essendo nella fase, ben regolamentata, della “dichiarazione di voto”, il Sindaco si è permesso di prendere parola non per fare dichiarazione di voto, ma per redarguire il nostro consigliere con tutta una serie di sgradevoli insinuazioni che avevano lo scopo di metterlo nell’angolo a prendere cazzotti.

Scorretto, inaccettabile, infantile.

Ci siamo dimenticati di come si svolge il confronto politico. Non siamo più capaci di sfruttare l’arena politica del consiglio comunale, per animare il dibattito; la maggioranza vuole blindare ogni questione, e se può farlo senza alzare troppi coperchi, meglio ancora.

Il sindaco, senza che il Presidente del Consiglio intervenisse, non ha rispettato la fase di dichiarazione di voto, e di fronte alle esternazioni di Canola ha anche preteso che fosse questi a essere buttato fuori.

Questa cosa non si è mai vista. Stiamo ormai accettando come normale che, quando non si hanno più argomenti, si assuma la delegittimazione per neutralizzare la parola contraria, che è uno ormai dei dettami fondamentali che ha assunto la sinistra italiana, che si arroga il diritto di essere l'unica depositaria illuminata di democrazia, per tacitare il dissenso. A partire dai dibattitti televisivi fino ad argomenti di ordine pubblico e sociale, facendo leva sul valore simbolico di una etichetta (fascista è quella più abusata, ad esempio) l'autocensura non consente più di potersi esprimere liberamente ed essere ascoltati da chi magari deve formarsi un’opinione. E i più giovani da questo punto di vista sono i più deboli e disarmati, di fronte a questo tipo di attitudine. Qualche vecchio volpone ha imparato il trucco.

Il fatto che non si accetti di doversi confrontare anche aspramente, ma nel rispetto della persona (che non è mai mancato da parte del nostro consigliere), cosa che invece non è stata rispettata dal sindaco che ha impropriamente attribuito dei titoli e fatto riferimenti fuori contesto, rischia di far uscire dalla sfera della legittimità politica ed entrare in quella della provocazione gratuita e personale, che mai dovrebbe sfiorare chi rappresenta la città e quindi tutti i cittadini.

Vergognoso e disdicevole è ciò che accaduto, e che nessuno della minoranza sia intervenuto, quasi godendosi lo spettacolo, da “bravo bambino che non fa le cose cattive”.

Forse il tema “gentilezza”, che più volte, anche forse comicamente, è stato richiamato dal Sindaco nel consiglio comunale di insediamento, voglia in realtà dire di trattare con delicatezza questi teneri virgulti che per la prima volta siedono in consiglio comunale, inesperti e arrendevoli, che vanno trattati con attenzione poiché tanto disponibili e carini ma ancora impreparati politicamente? Oppure gentilezza è la capacità di accettare l’opinione contraria, senza dare in escandescenze o senza usare colpi bassi per demonizzare e destabilizzare l'avversario, facendo scendere una pesante ombra di sospetto nei confronti di chi tenta, ancora, oggi, disperatamente, di fare buona politica e animare una città sull’orlo dell’irrilevanza?