Da quando si sono insediati i nostri amministratori, che evidentemente cadevano dalle nuvole non avendo mai messo piede in comune prima d’allora, ripetono senza nessuna tema di smentita che loro faranno questo questo e quest’altro; ma ogni volta che poi si chiede conto del perché non abbiano fatto questo questo e quest’altro la giustificazione è sempre la stessa: non ci sono i soldi.
Noi aggiungiamo: e quando ci sono se li fanno scappare. Il caso dei 2.400.000 di euro persi, da parte delle ferrovie, è il caso più eclatante. Ma non è finita qui: ovviamente tutti di bandi di finanziamento mancati, dalle energie alternative (guarda il caso del rifacimento dei tetti dell’asilo Rodari e dei campi sportivi senza nemmeno un pannello solare), i numerosi bandi regionali per il commercio e il clamoroso caso della scuola Gramsci, per cui non si sono sprecati a chiedere un soldo. Tanto si sa, lo dice un atto pubblico quale il preliminare del Piano regolatore in corso di approvazione, nei piani dell’amministrazione quella scuola era destinata a sparire, per essere sostituita – il caso volendo - da un più avveniristico edificio. Tipo Palasport, per intenderci.
Comunque i soldi, è vero, non ci sono, perché ci sono stati i tagli dei trasferimenti e i comuni devono trovare il modo per integrare i comodi e indolori finanziamenti, ottenuti senza sacrifici, facendosi venire delle idee e amministrando il pubblico patrimonio con la stessa oculatezza con cui amministrano le finanze di casa propria.
Uno dei questi modi potrebbe essere, tanto per cominciare, andare ad analizzare come sono strutturate le grandi fonti di uscita, e comprenderne i meccanismi di rendicontazione.
Nel nostro bilancio le voci più consistenti sono due: il personale e i rifiuti.
La questione del personale è assai complessa e deve essere oggetto di un altro genere di riflessioni, ma sui rifiuti si possono iniziare a condividere le nostre analisi, che sono state espresse con molta precisione nell’ultimo consiglio comunale del 16 luglio scorso (vi invitiamo pertanto a vedere le riprese, su http://www.comune.alpignano.to.it/Home/Menu?IDDettaglioPagina=45889).
Il Comune di Alpignano, per la raccolta rifiuti, spende ogni anno una cifra assai consistente, pari a circa due milioni e mezzo di euro. Un costo rilevante, per una comunità come la nostra, che ha un bilancio complessivo di circa 16-17 milioni di euro.
All’interno del bilancio del Cidiu (l’ente che gestisce il servizio) però troviamo alcuni dati che ci fanno capire che, da anni, nessuno va a vedere che succede. Andiamo a fare qualche esempio: abbiamo scoperto che da otto anni il comune di Alpignano paga indebitamente un canone istat del 3,2%; ce ne siamo accorti e abbiamo chiesto conto al comune in diverse occasioni. Anche perché questa piccola svista ha fatto sì che si accumulasse la straordinaria cifra di € 335.726,00, che probabilmente il comune di Alpignano non avrebbe mai recuperato se non ci fossimo accorti di questo piccolo ma significativo dettaglio all’interno del Disciplinare che regola i rapporti tra noi e il Cidiu.
Abbiamo anche scoperto che nel 2012, per un errore materiale, abbiamo pagato le spese generali al 12%, anziché al 10%. Un piccolo numerino, che ha significato per noi un maggior esborso di 25.000 euro. Mai chiesti indietro, forse perché anche di questo nessuno, prima di noi, se ne è accorto.
Altra chicca: sapete che siamo il comune che in assoluto paga di più il recupero dei rifiuti ingombranti? Circa 2,42 euro pro-capite, contro 1,62 euro di Rivoli, 1,71 di Collegno, 1,63 di Grugliasco, 0,75 di Pianezza, 0,39 di Venaria. Ma non perché passino più spesso, anzi. Con meno passaggi.
Se ci adeguassimo anche solo al canone di Rivoli risparmieremmo 13.000 euro all’anno.
Inoltre abbiamo anche un problema con il personale dell’Ecocentro. Siete mai stati all’ecocentro? Lì possono essere impiegati addetti che prendono una paga oraria che varia dai 15,92 euro dei II livelli ai 24,13 euro dei IV livelli. I nostri impiegati sono tutti di IV livello. Se usassimo anche noi le II fasce risparmieremmo circa 15.000 euro all’anno.
Avete provato a fare una somma?
Perché le cose vanno così?
Perché mai nessuno è andato ad analizzare queste cose? Eppure il Sindaco è anche assessore alle finanze, un esperto in materia, alcuni dati ci dovrebbero “parlare”. Certi costi esorbitanti andrebbero analizzati, almeno quando si insedia una nuova giunta.
Se questo criterio analitico fosse adottato per tutti i servizi potremmo stare tranquilli che forse il Comune di Alpignano tanti dei suoi problemi li risolverebbe, a cominciare dalle piccole cose.
Un’attenta politica di razionalizzazione in materia di energia, l’analisi dei servizi, e qualche investimento in più grazie ai numerosi bandi permetterebbero a questo comune di risollevarsi, affinché non venga mai più in mente a nessuno di chiudere una scuola perché “non ci stanno soldi”.
Noi, questo lavoro, lo stiamo facendo.