venerdì 17 luglio 2026

La stretta osservanza

 

 
Tornando sul tema della "espulsione" di Roberto Canola dal consiglio comunale del 9 luglio, una riflessione credo si debba proporre, anziché trincerarsi dietro il tifo da stadio o meglio ancora da arena.
Un Presidente del Consiglio Comunale ha sempre ruolo di garanzia questo non a discapito, ma bensì a vantaggio della democrazia. L'adozione di un approccio punitivo anziché conciliativo e maieutico per superare le tensioni politiche è un qualcosa che non dovrebbe mai accadere se non dopo aver tentato, pazientemente, tutte le vie. La pazienza d'altronde è proverbialmente la virtù dei forti, in senso spirituale e morale.
Non ci pare che tutto ciò sia accaduto, visto che l'oggetto del contendere ha una durata pari a una manciata di decine di secondi. Neanche il tempo di un caffè. 
Il Presidente del Consiglio Comunale è un organo di garanzia istituzionale che deve tutelare tutti e in primis le minoranze e il libero dibattito. Applicare rigidamente il regolamento senza esperire i tentativi di mediazione (come richiami o brevi sospensioni) tradisce il suo dovere di tutelare il pluralismo e la dialettica politica. L'espulsione di un Consigliere è da sempre considerata (non solo dalla giurisprudenza ma dal buon senso) come un atto che può risultare arbitrario se usato come prima istanza e non come estrema ratio per tumulti che ledono l'ordine pubblico. Non mi sembra proprio il caso dove la discussione politica è rimasta sempre nella correttezza istituzionale, mai lesiva della persona. 
Scivoloni sul politically correct se ne sono sentiti ma non mi pare siano arrivati dai consiglieri, sia di minoranza, sia di maggioranza. I membri dell'opposizione hanno il diritto-dovere di esprimere dissenso, anche duro, nell'esercizio del loro mandato (mai però offensivo e lesivo della persona) e un atteggiamento notarile che mira a imbavagliare il confronto usando il regolamento come clava solleva forti dubbi di legittimità etica e democratica, configurando una gestione proprietaria e non super partes delle istituzioni. 
Tutto ciò in un Consiglio Comunale dove l'approvazione del "Regolamento sulla Fratellanza" è stato un passo importante ma che pare essere già stato o dimenticato o volutamente messo nel cassetto, nonostante lo sbandieramento della continuità di mandato. Forse il caldo, forse la stanchezza, forse il nervosismo hanno portato tutto ciò. La legislatura è lunga e ci sarà tempo (credo e spero) per far rientrare tutto nella normalità della dialetttica politica.
Torneremo la prossima settimana sul tema del rispetto delle regole, con una interessante disamina, perché chi richiama così rigidamente sul rispetto delle regole deve anche essere il primo a non suscitare il dubbio che, se diamo valore alla coerenza, le regole valgono solo per chi le subisce. Altrimenti anche nel nostro piccolo il doppiopesismo rende la predica poco credibile.

venerdì 10 luglio 2026

Fuori gioco

Si è svolto il 9 luglio 2026 uno dei primi Consigli Comunali con cui si entra nel vivo della vita politica di un Comune, quando si iniziano a fare interrogazioni, si parla di bilancio, prendono avvio gli atti che permettono la ricaduta concreta delle linee di indirizzo politiche del mandato elettorale.

All’ordine del giorno è iscritto un punto che avrebbe, in altri tempi, suscitato discussioni e confronti all’"ultimo sangue", ovvero una variazione di bilancio di circa 1.200.000 euro (!!!), e che invece secondo la maggioranza è stata presentata quasi come un atto dovuto, a metà tra una ratifica del lavoro dell’amministrazione procedente (che però non l’aveva approvata, oltretutto frutto di una giunta già azzoppata) e la nuova, che accoglie il tutto in favore di continuità (ma senza nemmeno sapere di che cosa si stia parlando, con la giustificazione che “loro non c’erano”).

Il nostro consigliere Roberto Canola ha cercato invano di animare una discussione politica, tanti erano gli spunti che potevano provenire dalle varie voci, ma anche per le modalità con cui si arriva a tali decisioni, non solo nei contenuti, chiedendo soprattutto ai “nuovi” di esprimersi; si sono levate un paio di timide voci di consiglieri già presenti e testimoni del primo mandato, che hanno ovviamente detto ogni bene, e poi il nulla.

Esauriti TUTTI gli interventi, nel momento della vera e propria votazione della delibera, sfruttando il fatto che il nostro consigliere non potesse più intervenire, essendo nella fase, ben regolamentata, della “dichiarazione di voto”, il Sindaco si è permesso di prendere parola non per fare dichiarazione di voto, ma per redarguire il nostro consigliere con tutta una serie di sgradevoli insinuazioni che avevano lo scopo di metterlo nell’angolo a prendere cazzotti.

Scorretto, inaccettabile, infantile.

Ci siamo dimenticati di come si svolge il confronto politico. Non siamo più capaci di sfruttare l’arena politica del consiglio comunale, per animare il dibattito; la maggioranza vuole blindare ogni questione, e se può farlo senza alzare troppi coperchi, meglio ancora.

Il sindaco, senza che il Presidente del Consiglio intervenisse, non ha rispettato la fase di dichiarazione di voto, e di fronte alle esternazioni di Canola ha anche preteso che fosse questi a essere buttato fuori.

Questa cosa non si è mai vista. Stiamo ormai accettando come normale che, quando non si hanno più argomenti, si assuma la delegittimazione per neutralizzare la parola contraria, che è uno ormai dei dettami fondamentali che ha assunto la sinistra italiana, che si arroga il diritto di essere l'unica depositaria illuminata di democrazia, per tacitare il dissenso. A partire dai dibattitti televisivi fino ad argomenti di ordine pubblico e sociale, facendo leva sul valore simbolico di una etichetta (fascista è quella più abusata, ad esempio) l'autocensura non consente più di potersi esprimere liberamente ed essere ascoltati da chi magari deve formarsi un’opinione. E i più giovani da questo punto di vista sono i più deboli e disarmati, di fronte a questo tipo di attitudine. Qualche vecchio volpone ha imparato il trucco.

Il fatto che non si accetti di doversi confrontare anche aspramente, ma nel rispetto della persona (che non è mai mancato da parte del nostro consigliere), cosa che invece non è stata rispettata dal sindaco che ha impropriamente attribuito dei titoli e fatto riferimenti fuori contesto, rischia di far uscire dalla sfera della legittimità politica ed entrare in quella della provocazione gratuita e personale, che mai dovrebbe sfiorare chi rappresenta la città e quindi tutti i cittadini.

Vergognoso e disdicevole è ciò che accaduto, e che nessuno della minoranza sia intervenuto, quasi godendosi lo spettacolo, da “bravo bambino che non fa le cose cattive”.

Forse il tema “gentilezza”, che più volte, anche forse comicamente, è stato richiamato dal Sindaco nel consiglio comunale di insediamento, voglia in realtà dire di trattare con delicatezza questi teneri virgulti che per la prima volta siedono in consiglio comunale, inesperti e arrendevoli, che vanno trattati con attenzione poiché tanto disponibili e carini ma ancora impreparati politicamente? Oppure gentilezza è la capacità di accettare l’opinione contraria, senza dare in escandescenze o senza usare colpi bassi per demonizzare e destabilizzare l'avversario, facendo scendere una pesante ombra di sospetto nei confronti di chi tenta, ancora, oggi, disperatamente, di fare buona politica e animare una città sull’orlo dell’irrilevanza?

 

venerdì 22 maggio 2020

Un ponte "di emergenza" per Alpignano


Alla luce dei recenti avvenimenti riguardanti il Ponte Nuovo, abbiamo scritto al Commissario Prefettizio di Alpignano con la speranza di poter essere utili con l'idea di una soluzione momentanea per quanto riguarda la delicata situazione che la viabilità alpignanese si troverà a vivere a partire da oggi. Ecco il testo della comunicazione che abbiamo inviato.

"Siamo ben consapevoli che la sistemazione del ponte sia urgente, in quanto si tratta di un'operazione più volte sollecitata dalla nostra amministrazione a partire dal 2018 alla Città Metropolitana di Torino, la quale aveva poi ottenuto dal governo nazionale i fondi necessari a procedere con i lavori lo scorso dicembre 2019. Pertanto siamo lieti che tali lavori si possano cominciare al più presto a beneficio della sicurezza di alpignanesi e non.
Tuttavia, considerato che il ponte in questione rappresenta per chilometri l’unico attraversamento veicolare sul Fiume Dora Riparia, eccettuato il “Ponte Vecchio”, che però è molto più stretto, la sua chiusura mette in enorme difficoltà i residenti, i lavoratori e gli esercizi commerciali alpignanesi, già messi a dura prova dall’emergenza sanitaria.
A questo proposito, al fine di limitare i disagi e venire incontro alla popolazione della zona, ci permettiamo di suggerire al Comune di Alpignano di attivare urgentemente i contatti per la realizzazione di un ponte provvisorio da parte del genio militare. Tale decisione permetterebbe, nel tempo necessario alla messa in sicurezza del Ponte Nuovo, una viabilità alternativa che possa andar incontro alle esigenze dei nostri cittadini e dei comuni limitrofi".

mercoledì 4 marzo 2020

Lettera aperta: il destino delle ciclabili

Una pagina del progetto di viabilità sostenibile presentato un anno fa e mai attuato


All’attenzione di Andrea Oliva, ex sindaco di Alpignano
e di Maurizio Morra Di Cella, ex assessore ai lavori pubblici e ambiente

Alpignano, 4 marzo 2020

Gentilissimi,
in quanto ex consigliere comunale della maggioranza di cui anche voi siete stati parte in veste di assessore e sindaco, vi scrivo per esprimere il mio rammarico in relazione al disinteresse dimostrato dall’organo esecutivo rispetto ad una chiara direttiva proveniente dal gruppo politico.
Come sapete, ho personalmente avuto mandato da parte dell’assemblea politica di Alpignano SiCura e SiAmo Alpignano, voi inclusi, di redigere un piano di viabilità sostenibile per il nostro comune. Ciò per adempiere a quanto scritto nel nostro programma di mandato, che recita, fra l’altro: Alpignano non è un paese per biciclette. […] Una città che vuole modernizzarsi non può trascurare la presenza di una viabilità ciclopedonale, che nel nostro paese deve tradursi in un’infrastruttura leggera, mista […]. Bisogna ripensare a un’organizzazione della viabilità che metta a sistema tutti gli elementi che compongono una mobilità sostenibile [fra i quali] il traffico ciclopedonale.”
A tal fine, ho coordinato un gruppo di lavoro che coinvolgeva non solo membri eletti e non eletti dei nostri gruppi consiliari, ma anche persone ed esperti della società civile. Questo tavolo di confronto si è riunito per diversi mesi, tra settembre 2018 e gennaio 2019, lavorando alacremente e con metodo, mettendo a punto un progetto di viabilità sostenibile che fosse veramente rispondente ai bisogni della cittadinanza, sia dei suoi pendolari sia del traffico interno, e che gravasse il meno possibile sulle casse comunali. Quest’ultimo punto in particolare è stato affrontato cercando di creare un progetto che, pur nella sua unitarietà, fosse modulare e per quanto possibile realizzabile insieme ai lavori di riasfaltatura degli assi viari principali e secondari. In tali occasioni si sarebbero creati anche i suddetti percorsi di mobilità leggera, con minimo dispendio di denaro pubblico in quanto il progetto era già scritto e la sua realizzazione in quasi tutte le sue parti non avrebbe previsto la creazione di ulteriori infrastrutture, fatta salva la normale integrazione della segnaletica verticale e orizzontale. Nella maggior parte del suo sviluppo, l’intervento si sarebbe dovuto concretizzare nel ridimensionamento delle corsie di marcia e nella contestuale creazione di corsie preferenziali destinate alla mobilità leggera.
Il progetto, nella sua interezza, ha ricevuto l’approvazione del nostro gruppo politico ai fini del compimento del programma elettorale ed è stato depositato presso la giunta, in vostra presenza, nel mese di febbraio 2019.
Tutto ciò nonostante, in questi mesi abbiamo assistito ai lavori per la ribitumazione di vari chilometri di strade e alla realizzazione di infrastrutture iscritte nel piano di abbattimento delle barriere architettoniche – tutti lavori che meritano il nostro plauso in quanto anch’essi parte della nostra visione di città. Tuttavia, mi domando perché sia stato invece del tutto ignorato un progetto di miglioramento già pronto, che aveva coinvolto più forze (politiche e non) del territorio, e che avrebbe dato una risposta sostanziale e un deciso indirizzo politico in relazione all’annoso problema del traffico di attraversamento del nostro comune, nonostante i ripetuti solleciti da parte del sottoscritto e di altri consiglieri comunali di maggioranza.
Non i resta che augurarmi che tale disegno, che da un anno giace all’assessorato ai lavori pubblici e presso i relativi uffici tecnici, possa essere finalmente valorizzato da una prossima maggioranza che speriamo veramente attenta, non solo a parole, a questi aspetti, oggi più che mai fondamentali per la nostra società.
Cordiali saluti
Giacomo Bosio
ex consigliere SiAmo Alpignano

lunedì 2 marzo 2020

Solidarietà a Olimpia Orioli


Oltre al danno, la beffa: la nostra concittadina onoraria Olimpia Orioli non solo non vede ancora giustizia per il caso della morte del figlio, ma il mese scorso è stata condannata al pagamento delle spese processuali (qui, al minuto 9:30, la notizia sul TGR Basilicata).

La nostra associazione si è unita al coro di lettere di sostegno inviate al pool di avvocati che supporta la signora Orioli. Pubblichiamo qui di seguito il testo del nostro messaggio.
La signora Orioli con l'ex vice-sindaco Brignolo e il presidente dell'Ass. Calabresi Lotufo
L'associazione di cultura politica “Il Laboratorio Delle Idee” intende manifestare la propria vicinanza alla concittadina in questo momento di particolare difficoltà di un percorso giudiziario già lungo e travagliato.


Infatti, a distanza di 32 anni dall’inizio di questa vicenda, apprendiamo che oggi si chiede il risarcimento delle spese processuali alla signora Olimpia Orioli.

La nostra associazione ha la propria sede ad Alpignano (TO), e nel supporto dei cittadini alpignanesi la sig.ra Olimpia Fuina Orioli ha trovato da tempo non solo la cittadinanza onoraria, bensì una vera e propria seconda casa e famiglia. In qualità di concittadini che difendono e promuovono la partecipazione politica attiva, l’impegno sociale e l’applicazione dei principi di legalità e giustizia non possiamo che manifestare ora più che mai la nostra vicinanza alla sua lotta pacifica per ottenere risposte. Come più volta Olimpia ha avuto modo di dirci durante le riunioni pubbliche a cui abbiamo avuto l’onore di partecipare, una mamma ha il diritto di sapere la verità. Senza la verità non c’è giustizia e senza giustizia non c’è libertà. Olimpia ha il desiderio e secondo noi il diritto, di presentarsi al cospetto di Luca “non a mani vuote”. Le basta la verità. Crediamo anche che il lungo calvario che ha dovuto sostenere, psicologico, mediatico, economico debba avere il nostro sostegno ma anche quello delle istituzioni. Non possiamo prendere che il sostegno passi attraverso la “cum patior” latina e nemmeno attraverso il sentimento della prossimità, ma possiamo pensare che le Istituzioni, ognuna per la propria parte di competenza, possano fare un gesto concreto, solidale di equità verso Olimpia Orioli.

Vi chiediamo quindi, con tutta il rispetto che poniamo nelle Istituzioni che in una Repubblica Democratica in cui la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione l’impegno a colmare le mani di Olimpia, ed un “ripensamento” sulla opportunità che a questa mamma venga richiesto (dopo tanto dolore) anche il ristoro delle spese legali di questa terribile vicenda.

sabato 15 febbraio 2020

In risposta alla petizione dell'arch. Bontà





Sta circolando da qualche giorno questa lettera, che diffonde pesanti insinuazioni sull’attività del Consiglio comunale, che ha approvato in seduta del 26 marzo 2019 (delibera n. 16) il progetto di variante generale del piano regolatore, lo strumento che detta le regole per la crescita urbana e che stabilisce i parametri normativi scaturiti dalle scelte politiche sulla visione di città. Quelle stesse scelte politiche che hanno inciso sulla conservazione del territorio agricolo e libero a favore di una maggiore densificazione urbana, principi che erano stati ampiamente illustrati già a partire dalla campagna elettorale e che quindi erano a conoscenza dei cittadini e degli operatori. Così come – questa lettera - sembra mettere in discussione l’attività della Regione Piemonte, che ha emanato la leggere regionale n. 16 del 2018, cosiddetta “sulla rigenerazione urbana”, che ha permesso - sempre al Consiglio comunale, nella seduta del 17 settembre 2019 (delibera n. 47) - di esprimere parere positivo sulla proposta progettuale della nuova costruzione citata nella lettera e conferendo mandato all’ufficio tecnico di procedere con il rilascio del permesso di costruire.
I suddetti passaggi sono peraltro già stati illustrati ampiamente al sig. Bontà da parte dell’ufficio tecnico, altro soggetto coinvolto, che sta attualmente istruendo la pratica per la concessione edilizia dell’immobile a cui il consiglio comunale ha legittimamente concesso la premialità avendo rispettato tutti i parametri richiesti dalla legge regionale.
Quindi anche l’ufficio tecnico comunale, l’urbanista e tutto il gruppo politico, insieme al consiglio comunale e alla regione, avrebbero tutti insieme concordato una misura speculativa per favorire interessi privati? Si sta affermando questo esattamente? Oppure abbiamo capito male?
p.s. se l’estensore come afferma desidera inviare un “ricorso alla Regione Piemonte”, il consiglio è di correggere “ad ok” con “ad hoc”. È un’espressione latina, non anglosassone

venerdì 7 febbraio 2020

PEBA e PRGC: due nostri regali per lo sviluppo della città

Foto da Luna Nuova di oggi
ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE. Si sono conclusi in questi giorni i lavori per la realizzazione del primo lotto del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) lungo l'asse di via Garibaldi. Proprio oggi Luna Nuova ha pubblicato la testimonianza di una famiglia con una figlia disabile e di come la realizzazione di progetti come questo sia fondamentale per rendere più semplice la quotidianità di chi convive con una disabilità. 
La realizzazione del PEBA è certamente un'eredità positiva della nostra amministrazione. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie all'ex assessore al welfare Gianni Brignolo, il quale più volte ebbe a dire come "la disabilità non è un problema lontano, ma ci riguarda tutti, in quanto tutti durante le nostre vite vi possiamo venire a contatto anche in prima persona". Brignolo è stato promotore durante il nostro mandato della realizzazione della Consulta delle Disabilità, la quale ha collaborato con gli uffici comunali per la stesura di un piano del PEBA che rispondesse alle reali esigenze dei nostri concittadini con problemi di mobilità.
Alla consulta e agli uffici comunali va dunque il nostro GRAZIE, ma anche ai consiglieri comunali, che hanno approvato il finanziamento per quest'opera a lungo attesa.

PIANO REGOLATORE. È sempre di questi giorni la notizia della pubblicazione definitiva del nostro nuovo piano regolatore, che ha superato anche l'ultimo scoglio in Giunta Regionale: "Dopo un lunghissimo lavoro di risistemazione del progetto ereditato dall’amministrazione precedente, durato due anni e mezzo, finalmente la Variante generale del piano regolatore di Alpignano ha avuto l’ok dalla Regione Piemonte", spiega l'ex assessore all'urbanistica Tamara Del Bel Belluz, in un post su Facebook.
Questo pesante lavoro di revisione, dovuto alle 64 pagine di osservazioni ricevute dalla regione, ha rimesso a posto le norme e reso congruente il piano con i suoi principi, sia rispetto al recupero del centro storico, per il quale mancavano gli strumenti operativi tecnici per gestire la perequazione urbanistica, sia rispetto al contenimento di uso del suolo, andando a operare scelte realmente strutturali e non solo di principio, nelle zone da salvaguardare: il Colgiansesco, la scuola Gramsci, il confine est a ridosso della mancata bretella Rfi, e altri piccoli contesti locali e di usi impropri. Tutto questo senza interferire con il potenziale sviluppo dell’area industriale e delle zone commerciali, che sono state invece oggetto di accurata integrazione di funzioni, per migliorarne la stratificazione e l’offerta.
I ringraziamenti dell'ex assessore vanno all’architetto Paola Bisio, della Regione, con la quale si sono svolti lunghi ma fondamentali confronti in Regione, all’architetto Maria Sorbo, apprezzatissima urbanista che ci ha permesso di risolvere rapidamente tutte le “magagne” ereditate, e all’architetto Franco Titonel, che ha individuato tutti gli ulteriori punti deboli, insieme all’ing. Cristina Baima; insieme hanno fatto del loro meglio per lavorare in questo periodo di regime di salvaguardia per non bloccare totalmente l’edilizia. "A loro il mio più sincero e dovuto ringraziamento, per il lavoro svolto e per l’attenzione con cui si sono dedicati a risolvere i problemi di questo fondamentale strumento per la città".
Ai ringraziamenti si uniscono gli auguri di buon lavoro a tutti gli operatori che si troveranno ora a progettare sul nostro territorio così come alle future amministrazioni, a partire da quella che sarà eletta a maggio, che troverà uno strumento adeguato per progettare il futuro sviluppo del paese.