domenica 2 agosto 2026

Allentare le regole

 
In riferimento alla vicenda dell'espulsione di Roberto Canola dalla seduta del consiglio comunale dello scorso 9 luglio, della quale la Presidenza del Consiglio non pare voglia assumersi la responsabilità, lo stesso Canola ha letto, durante l'ultimo consiglio del 29 luglio, il seguente comunicato:
 
"La mia comunicazione è un invito, rivolto a tutti i membri di questa sessione, a riportare sui giusti binari la discussione e il confronto in questa aula, che rappresenta il luogo deputato al confronto non solo sulla correttezza amministrativa, come qualcuno osserva, ma affinché la visione politica che ciascuno di noi ha possa esprimersi attraverso l’analisi degli atti, ma soprattutto attraverso l’espressione delle proprie idee.
Lo stimolo che ho rivolto ai consiglieri di maggioranza nel corso del passato consiglio, motivo da cui è nata la diatriba che ha portato alla mia espulsione dall’aula, va visto nell’ottica di sviluppare e approfondire le tematiche, in modo che non appaiano al cittadino come temi preconfezionati e pronti solo alla ratifica, ma siano occasione per stimolare il pensiero critico e l’interesse per le sorti del proprio paese.
Mi rivolgo alla Presidenza del Consiglio, richiamando ciò che già dissi durante lo svolgimento del primo consiglio comunale di insediamento di questo nuovo mandato, ovvero che ci vorrebbe non solo buona volontà a gestire questo ruolo, ma anche un po' di esperienza, e soprattutto neutralità (art.lo 48 comma5 regolamento)
Il ruolo del Presidente del Consiglio è particolare, poiché per un è un organo specifico che presiede un soggetto giuridico dotato di autonomia funzionale e organizzativa, espressione della sintesi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale e che implica, per questo, una funzione di garanzia; mentre per l’altro versante il Presidente del Consiglio comunale è eletto con i voti della maggioranza la quale ritiene che il Presidente eletto possa (e debba) privilegiare tale parte politica, al fine di consentire il raggiungimento degli obiettivi programmatici.
Il sindaco inoltre è intervenuto arbitrariamente e questa facoltà di intervenire in consiglio fuori tema è concessa, ma per soli fatti gravi e comunicazioni fondamentali per la sicurezza, non per questioni di lesa maestà, e quindi la Presidenza del Consiglio non avrebbe dovuto concedere la parola al Sindaco, se non per una dichiarazione di voto. Non certo per un’invettiva personale dai contenuti gratuiti e irriverenti.
Quindi vi invito a rivolgere le vostre scuse, non nei confronti della mia persona, in quanto l’esperienza mi ha insegnato che un confronto politico può anche essere aspro e pesante, senza mai trascendere, ma nel rispetto della liberalità di pensiero e partecipazione, a questo consiglio, riconoscendo l’autonomia della maggioranza e la responsabilità delle azioni di ciascun consigliere di maggioranza, compreso il silenzio. Ma se la mancanza di argomentazioni dovesse eventualmente far passare il dubbio che il non avere nulla da dire, se non obbedire alla linea di indirizzo dettata dal sindaco, insieme a chi compone il proprio team di governo, anche al di fuori delle parti istituzionalmente riconosciute, allora forse sarebbe opportuno che ciascun consigliere comprendesse l’essenza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità politiche e che, come diceva un noto esponente politico, prima fortemente avversato e ora invece assai vicino, “uno vale uno”."
 
Visto che si sono tutti immediatamente spesi a richiamare e citare articoli di regolamenti, che legittimassero la presa di posizione "senza se e senza ma" della presidenza del consiglio, allora facciamo anche noi riferimento a una norma (di legge): l'art. 9 della Legge 28 del 2000, che riguarda il divieto di sfruttare le inaugurazioni di un'opera pubblica come palcoscenico di campagne elettorali.
Il 9 maggio scorso è stata aperta e inaugurata con grande spolvero la piscina di Alpignano al Belvedere, chiusa da anni. Un tempismo perfetto, che avrà sicuramente messo a dura prova chi ha dovuto fornire tutti i documenti previsti dal "Protocollo operativo di gestione delle attività di controllo sugli impianti natatori" (che tra l'altro porta la firma di un attuale assessore).
Ma a parte questo, su cui poi ritorneremo, è stato chiaro anche ai bambini che l'evento, per come avvenuto, e guarda caso proprio durante la campagna elettorale, abbia avuto una valenza mediatica che il protagonista ha ben pensato potesse portare i suoi frutti? O no? 
Certo, si dirà, i manifesti elettorali di Steven Giuseppe Palmieri non erano affissi direttamente all'ingresso della piscina. 
Infatti erano nel parcheggio di fronte... 
Abbiamo tutti lasciato correre...però... un minimo di coerenza!
 



venerdì 24 luglio 2026

Alpignano SiCura esiste ancora?



Per rispondere a questa domanda occorre riavvolgere il nastro.
Dove eravamo rimasti?
In seguito al commissariamento del comune, a fine 2020, dopo la "scissione", alcuni esponenti di Alpignano SiCura/SiAmo Alpignano - Un progetto in comune, tra cui Brignolo, Mallen, Del Bel Belluz, d'Abbene, Barbiani, Bosio, Cipriano hanno deciso di appoggiare la candidatura di Steven Palmieri alla carica di Sindaco, nell'autunno del 2021.
Al momento della presentazione ufficiale delle liste, però, Del Bel Belluz, tra i primi fondatori di Alpignano SiCura, è stata "gentilmente" (da questo episodio si potevano già intuire i prodromi del futuro - e attuale - assessorato alla gentilezza!!!) messa alla porta. Questo ha decretato il congelamento del blog, dato che dal lontanto 2011 era lei a occuparsi della rubrica settimanale.
Alpignano SiCura si era comunque spesa per la candidatura di Steven Giuseppe Palmieri, ma, di fatto, con il senno di poi, non sapeva che avrebbe decretato la sua fine. Forse in casa Partito Democratico non lo fanno apposta, è che li disegnano così; però combinazione si è visto anche con il Movimento 5 stelle, sebbene con strategia opposta: ad es Giggino, colui che veniva chiamato con disprezzo "er bibbitaro"...dalle stalle alle stelle. Di fatto la verve del M5S, che aveva fatto vivere una straordinaria stagione di riaffezione alla politica, è stata neutralizzata e oggi viaggiamo con una partecipazione e un interesse alla politica piuttosto scoraggianti. Il popolo lascia fare, ma non per fiducia, ma per rassegnazione. Si è visto anche qui ad Alpignano con le ultime elezioni. Nonostante i toni trionfalistici di taluni, non c'è proprio nulla di cui andare orgogliosi.
Ma torniamo a noi.
Il 19 febbraio 2026, durante la fase che i politici navigati chiamano "di consultazioni", Alpignano SiCura è stata risuscitata, dopo 6 anni, e chiamata a colloquio ai piani alti del Comune, al cospetto di Steven Giuseppe Palmieri e di Maria Luigia d'Abbene. Presenti: Giovanni Brignolo, Marina Mallen e Tamara Del Bel Belluz.
In quelle sede, con le dovute maniere, andando a esaminare certi accadimenti, alla luce anche delle modalità decisionali che Steven Giuseppe Palmieri avrebbe adottato durante il suo eventuale secondo mandato, si è decretata la definitiva spaccatura tra Alpignano SiCura e "Facciamo Squadra".
Per tale ragione alcuni membri storici di Alpignano SiCura hanno dato vita al nuovo progetto di Costruire Comunità, a cui hanno poi aderito anche altri protagonisti della campagna elettorale, riuniti in Alpignano Giovane, trovando in Canola, già appartenente ad Alpignano SiCura, il proprio rappresentante.
Quindi a elezioni avvenute, oggi abbiamo rispolverato il blog, attraverso il quale raccontare il nostro lavoro in consiglio ed esprimere le nostre idee.
Quindi ben ritrovati e... alla prossima! 

 

venerdì 17 luglio 2026

La stretta osservanza

 

 
Tornando sul tema della "espulsione" di Roberto Canola dal consiglio comunale del 9 luglio, una riflessione credo si debba proporre, anziché trincerarsi dietro il tifo da stadio o meglio ancora da arena.
Un Presidente del Consiglio Comunale ha sempre ruolo di garanzia questo non a discapito, ma bensì a vantaggio della democrazia. L'adozione di un approccio punitivo anziché conciliativo e maieutico per superare le tensioni politiche è un qualcosa che non dovrebbe mai accadere se non dopo aver tentato, pazientemente, tutte le vie. La pazienza d'altronde è proverbialmente la virtù dei forti, in senso spirituale e morale.
Non ci pare che tutto ciò sia accaduto, visto che l'oggetto del contendere ha una durata pari a una manciata di decine di secondi. Neanche il tempo di un caffè. 
Il Presidente del Consiglio Comunale è un organo di garanzia istituzionale che deve tutelare tutti e in primis le minoranze e il libero dibattito. Applicare rigidamente il regolamento senza esperire i tentativi di mediazione (come richiami o brevi sospensioni) tradisce il suo dovere di tutelare il pluralismo e la dialettica politica. L'espulsione di un Consigliere è da sempre considerata (non solo dalla giurisprudenza ma dal buon senso) come un atto che può risultare arbitrario se usato come prima istanza e non come estrema ratio per tumulti che ledono l'ordine pubblico. Non mi sembra proprio il caso dove la discussione politica è rimasta sempre nella correttezza istituzionale, mai lesiva della persona. 
Scivoloni sul politically correct se ne sono sentiti ma non mi pare siano arrivati dai consiglieri, sia di minoranza, sia di maggioranza. I membri dell'opposizione hanno il diritto-dovere di esprimere dissenso, anche duro, nell'esercizio del loro mandato (mai però offensivo e lesivo della persona) e un atteggiamento notarile che mira a imbavagliare il confronto usando il regolamento come clava solleva forti dubbi di legittimità etica e democratica, configurando una gestione proprietaria e non super partes delle istituzioni. 
Tutto ciò in un Consiglio Comunale dove l'approvazione del "Regolamento sulla Fratellanza" è stato un passo importante ma che pare essere già stato o dimenticato o volutamente messo nel cassetto, nonostante lo sbandieramento della continuità di mandato. Forse il caldo, forse la stanchezza, forse il nervosismo hanno portato tutto ciò. La legislatura è lunga e ci sarà tempo (credo e spero) per far rientrare tutto nella normalità della dialetttica politica.
Torneremo la prossima settimana sul tema del rispetto delle regole, con una interessante disamina, perché chi richiama così rigidamente sul rispetto delle regole deve anche essere il primo a non suscitare il dubbio che, se diamo valore alla coerenza, le regole valgono solo per chi le subisce. Altrimenti anche nel nostro piccolo il doppiopesismo rende la predica poco credibile.

venerdì 10 luglio 2026

Fuori gioco

Si è svolto il 9 luglio 2026 uno dei primi Consigli Comunali con cui si entra nel vivo della vita politica di un Comune, quando si iniziano a fare interrogazioni, si parla di bilancio, prendono avvio gli atti che permettono la ricaduta concreta delle linee di indirizzo politiche del mandato elettorale.

All’ordine del giorno è iscritto un punto che avrebbe, in altri tempi, suscitato discussioni e confronti all’"ultimo sangue", ovvero una variazione di bilancio di circa 1.200.000 euro (!!!), e che invece secondo la maggioranza è stata presentata quasi come un atto dovuto, a metà tra una ratifica del lavoro dell’amministrazione procedente (che però non l’aveva approvata, oltretutto frutto di una giunta già azzoppata) e la nuova, che accoglie il tutto in favore di continuità (ma senza nemmeno sapere di che cosa si stia parlando, con la giustificazione che “loro non c’erano”).

Il nostro consigliere Roberto Canola ha cercato invano di animare una discussione politica, tanti erano gli spunti che potevano provenire dalle varie voci, ma anche per le modalità con cui si arriva a tali decisioni, non solo nei contenuti, chiedendo soprattutto ai “nuovi” di esprimersi; si sono levate un paio di timide voci di consiglieri già presenti e testimoni del primo mandato, che hanno ovviamente detto ogni bene, e poi il nulla.

Esauriti TUTTI gli interventi, nel momento della vera e propria votazione della delibera, sfruttando il fatto che il nostro consigliere non potesse più intervenire, essendo nella fase, ben regolamentata, della “dichiarazione di voto”, il Sindaco si è permesso di prendere parola non per fare dichiarazione di voto, ma per redarguire il nostro consigliere con tutta una serie di sgradevoli insinuazioni che avevano lo scopo di metterlo nell’angolo a prendere cazzotti.

Scorretto, inaccettabile, infantile.

Ci siamo dimenticati di come si svolge il confronto politico. Non siamo più capaci di sfruttare l’arena politica del consiglio comunale, per animare il dibattito; la maggioranza vuole blindare ogni questione, e se può farlo senza alzare troppi coperchi, meglio ancora.

Il sindaco, senza che il Presidente del Consiglio intervenisse, non ha rispettato la fase di dichiarazione di voto, e di fronte alle esternazioni di Canola ha anche preteso che fosse questi a essere buttato fuori.

Questa cosa non si è mai vista. Stiamo ormai accettando come normale che, quando non si hanno più argomenti, si assuma la delegittimazione per neutralizzare la parola contraria, che è uno ormai dei dettami fondamentali che ha assunto la sinistra italiana, che si arroga il diritto di essere l'unica depositaria illuminata di democrazia, per tacitare il dissenso. A partire dai dibattitti televisivi fino ad argomenti di ordine pubblico e sociale, facendo leva sul valore simbolico di una etichetta (fascista è quella più abusata, ad esempio) l'autocensura non consente più di potersi esprimere liberamente ed essere ascoltati da chi magari deve formarsi un’opinione. E i più giovani da questo punto di vista sono i più deboli e disarmati, di fronte a questo tipo di attitudine. Qualche vecchio volpone ha imparato il trucco.

Il fatto che non si accetti di doversi confrontare anche aspramente, ma nel rispetto della persona (che non è mai mancato da parte del nostro consigliere), cosa che invece non è stata rispettata dal sindaco che ha impropriamente attribuito dei titoli e fatto riferimenti fuori contesto, rischia di far uscire dalla sfera della legittimità politica ed entrare in quella della provocazione gratuita e personale, che mai dovrebbe sfiorare chi rappresenta la città e quindi tutti i cittadini.

Vergognoso e disdicevole è ciò che accaduto, e che nessuno della minoranza sia intervenuto, quasi godendosi lo spettacolo, da “bravo bambino che non fa le cose cattive”.

Forse il tema “gentilezza”, che più volte, anche forse comicamente, è stato richiamato dal Sindaco nel consiglio comunale di insediamento, voglia in realtà dire di trattare con delicatezza questi teneri virgulti che per la prima volta siedono in consiglio comunale, inesperti e arrendevoli, che vanno trattati con attenzione poiché tanto disponibili e carini ma ancora impreparati politicamente? Oppure gentilezza è la capacità di accettare l’opinione contraria, senza dare in escandescenze o senza usare colpi bassi per demonizzare e destabilizzare l'avversario, facendo scendere una pesante ombra di sospetto nei confronti di chi tenta, ancora, oggi, disperatamente, di fare buona politica e animare una città sull’orlo dell’irrilevanza?

 

venerdì 22 maggio 2020

Un ponte "di emergenza" per Alpignano


Alla luce dei recenti avvenimenti riguardanti il Ponte Nuovo, abbiamo scritto al Commissario Prefettizio di Alpignano con la speranza di poter essere utili con l'idea di una soluzione momentanea per quanto riguarda la delicata situazione che la viabilità alpignanese si troverà a vivere a partire da oggi. Ecco il testo della comunicazione che abbiamo inviato.

"Siamo ben consapevoli che la sistemazione del ponte sia urgente, in quanto si tratta di un'operazione più volte sollecitata dalla nostra amministrazione a partire dal 2018 alla Città Metropolitana di Torino, la quale aveva poi ottenuto dal governo nazionale i fondi necessari a procedere con i lavori lo scorso dicembre 2019. Pertanto siamo lieti che tali lavori si possano cominciare al più presto a beneficio della sicurezza di alpignanesi e non.
Tuttavia, considerato che il ponte in questione rappresenta per chilometri l’unico attraversamento veicolare sul Fiume Dora Riparia, eccettuato il “Ponte Vecchio”, che però è molto più stretto, la sua chiusura mette in enorme difficoltà i residenti, i lavoratori e gli esercizi commerciali alpignanesi, già messi a dura prova dall’emergenza sanitaria.
A questo proposito, al fine di limitare i disagi e venire incontro alla popolazione della zona, ci permettiamo di suggerire al Comune di Alpignano di attivare urgentemente i contatti per la realizzazione di un ponte provvisorio da parte del genio militare. Tale decisione permetterebbe, nel tempo necessario alla messa in sicurezza del Ponte Nuovo, una viabilità alternativa che possa andar incontro alle esigenze dei nostri cittadini e dei comuni limitrofi".

mercoledì 4 marzo 2020

Lettera aperta: il destino delle ciclabili

Una pagina del progetto di viabilità sostenibile presentato un anno fa e mai attuato


All’attenzione di Andrea Oliva, ex sindaco di Alpignano
e di Maurizio Morra Di Cella, ex assessore ai lavori pubblici e ambiente

Alpignano, 4 marzo 2020

Gentilissimi,
in quanto ex consigliere comunale della maggioranza di cui anche voi siete stati parte in veste di assessore e sindaco, vi scrivo per esprimere il mio rammarico in relazione al disinteresse dimostrato dall’organo esecutivo rispetto ad una chiara direttiva proveniente dal gruppo politico.
Come sapete, ho personalmente avuto mandato da parte dell’assemblea politica di Alpignano SiCura e SiAmo Alpignano, voi inclusi, di redigere un piano di viabilità sostenibile per il nostro comune. Ciò per adempiere a quanto scritto nel nostro programma di mandato, che recita, fra l’altro: Alpignano non è un paese per biciclette. […] Una città che vuole modernizzarsi non può trascurare la presenza di una viabilità ciclopedonale, che nel nostro paese deve tradursi in un’infrastruttura leggera, mista […]. Bisogna ripensare a un’organizzazione della viabilità che metta a sistema tutti gli elementi che compongono una mobilità sostenibile [fra i quali] il traffico ciclopedonale.”
A tal fine, ho coordinato un gruppo di lavoro che coinvolgeva non solo membri eletti e non eletti dei nostri gruppi consiliari, ma anche persone ed esperti della società civile. Questo tavolo di confronto si è riunito per diversi mesi, tra settembre 2018 e gennaio 2019, lavorando alacremente e con metodo, mettendo a punto un progetto di viabilità sostenibile che fosse veramente rispondente ai bisogni della cittadinanza, sia dei suoi pendolari sia del traffico interno, e che gravasse il meno possibile sulle casse comunali. Quest’ultimo punto in particolare è stato affrontato cercando di creare un progetto che, pur nella sua unitarietà, fosse modulare e per quanto possibile realizzabile insieme ai lavori di riasfaltatura degli assi viari principali e secondari. In tali occasioni si sarebbero creati anche i suddetti percorsi di mobilità leggera, con minimo dispendio di denaro pubblico in quanto il progetto era già scritto e la sua realizzazione in quasi tutte le sue parti non avrebbe previsto la creazione di ulteriori infrastrutture, fatta salva la normale integrazione della segnaletica verticale e orizzontale. Nella maggior parte del suo sviluppo, l’intervento si sarebbe dovuto concretizzare nel ridimensionamento delle corsie di marcia e nella contestuale creazione di corsie preferenziali destinate alla mobilità leggera.
Il progetto, nella sua interezza, ha ricevuto l’approvazione del nostro gruppo politico ai fini del compimento del programma elettorale ed è stato depositato presso la giunta, in vostra presenza, nel mese di febbraio 2019.
Tutto ciò nonostante, in questi mesi abbiamo assistito ai lavori per la ribitumazione di vari chilometri di strade e alla realizzazione di infrastrutture iscritte nel piano di abbattimento delle barriere architettoniche – tutti lavori che meritano il nostro plauso in quanto anch’essi parte della nostra visione di città. Tuttavia, mi domando perché sia stato invece del tutto ignorato un progetto di miglioramento già pronto, che aveva coinvolto più forze (politiche e non) del territorio, e che avrebbe dato una risposta sostanziale e un deciso indirizzo politico in relazione all’annoso problema del traffico di attraversamento del nostro comune, nonostante i ripetuti solleciti da parte del sottoscritto e di altri consiglieri comunali di maggioranza.
Non i resta che augurarmi che tale disegno, che da un anno giace all’assessorato ai lavori pubblici e presso i relativi uffici tecnici, possa essere finalmente valorizzato da una prossima maggioranza che speriamo veramente attenta, non solo a parole, a questi aspetti, oggi più che mai fondamentali per la nostra società.
Cordiali saluti
Giacomo Bosio
ex consigliere SiAmo Alpignano

lunedì 2 marzo 2020

Solidarietà a Olimpia Orioli


Oltre al danno, la beffa: la nostra concittadina onoraria Olimpia Orioli non solo non vede ancora giustizia per il caso della morte del figlio, ma il mese scorso è stata condannata al pagamento delle spese processuali (qui, al minuto 9:30, la notizia sul TGR Basilicata).

La nostra associazione si è unita al coro di lettere di sostegno inviate al pool di avvocati che supporta la signora Orioli. Pubblichiamo qui di seguito il testo del nostro messaggio.
La signora Orioli con l'ex vice-sindaco Brignolo e il presidente dell'Ass. Calabresi Lotufo
L'associazione di cultura politica “Il Laboratorio Delle Idee” intende manifestare la propria vicinanza alla concittadina in questo momento di particolare difficoltà di un percorso giudiziario già lungo e travagliato.


Infatti, a distanza di 32 anni dall’inizio di questa vicenda, apprendiamo che oggi si chiede il risarcimento delle spese processuali alla signora Olimpia Orioli.

La nostra associazione ha la propria sede ad Alpignano (TO), e nel supporto dei cittadini alpignanesi la sig.ra Olimpia Fuina Orioli ha trovato da tempo non solo la cittadinanza onoraria, bensì una vera e propria seconda casa e famiglia. In qualità di concittadini che difendono e promuovono la partecipazione politica attiva, l’impegno sociale e l’applicazione dei principi di legalità e giustizia non possiamo che manifestare ora più che mai la nostra vicinanza alla sua lotta pacifica per ottenere risposte. Come più volta Olimpia ha avuto modo di dirci durante le riunioni pubbliche a cui abbiamo avuto l’onore di partecipare, una mamma ha il diritto di sapere la verità. Senza la verità non c’è giustizia e senza giustizia non c’è libertà. Olimpia ha il desiderio e secondo noi il diritto, di presentarsi al cospetto di Luca “non a mani vuote”. Le basta la verità. Crediamo anche che il lungo calvario che ha dovuto sostenere, psicologico, mediatico, economico debba avere il nostro sostegno ma anche quello delle istituzioni. Non possiamo prendere che il sostegno passi attraverso la “cum patior” latina e nemmeno attraverso il sentimento della prossimità, ma possiamo pensare che le Istituzioni, ognuna per la propria parte di competenza, possano fare un gesto concreto, solidale di equità verso Olimpia Orioli.

Vi chiediamo quindi, con tutta il rispetto che poniamo nelle Istituzioni che in una Repubblica Democratica in cui la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione l’impegno a colmare le mani di Olimpia, ed un “ripensamento” sulla opportunità che a questa mamma venga richiesto (dopo tanto dolore) anche il ristoro delle spese legali di questa terribile vicenda.