Si è svolto il 9 luglio 2026 uno dei primi Consigli
Comunali con cui si entra nel vivo della vita politica di un Comune, quando si
iniziano a fare interrogazioni, si parla di bilancio, prendono avvio gli atti
che permettono la ricaduta concreta delle linee di indirizzo politiche del
mandato elettorale.
All’ordine del giorno è iscritto un punto che avrebbe,
in altri tempi, suscitato discussioni e confronti all’"ultimo sangue", ovvero una
variazione di bilancio di circa 1.200.000 euro (!!!), e che invece secondo la
maggioranza è stata presentata quasi come un atto dovuto, a metà tra una
ratifica del lavoro dell’amministrazione procedente (che però non l’aveva
approvata, oltretutto frutto di una giunta già azzoppata) e la nuova, che
accoglie il tutto in favore di continuità (ma senza nemmeno sapere di che cosa
si stia parlando, con la giustificazione che “loro non c’erano”).
Il nostro consigliere Roberto Canola ha
cercato invano di animare una discussione politica, tanti erano gli spunti che
potevano provenire dalle varie voci, ma anche per le modalità con cui si arriva
a tali decisioni, non solo nei contenuti, chiedendo soprattutto ai “nuovi” di
esprimersi; si sono levate un paio di timide voci di consiglieri già presenti e testimoni del primo mandato,
che hanno ovviamente detto ogni bene, e poi il nulla.
Esauriti TUTTI gli interventi, nel momento della
vera e propria votazione della delibera, sfruttando il fatto che il nostro
consigliere non potesse più intervenire, essendo nella fase, ben regolamentata,
della “dichiarazione di voto”, il Sindaco si è permesso di prendere parola non
per fare dichiarazione di voto, ma per redarguire il nostro consigliere con
tutta una serie di sgradevoli insinuazioni che avevano lo scopo di metterlo
nell’angolo a prendere cazzotti.
Scorretto, inaccettabile, infantile.
Ci siamo dimenticati di come si svolge il
confronto politico. Non siamo più capaci di sfruttare l’arena politica del
consiglio comunale, per animare il dibattito; la maggioranza vuole blindare
ogni questione, e se può farlo senza alzare troppi coperchi, meglio ancora.
Il sindaco, senza che il Presidente del
Consiglio intervenisse, non ha rispettato la fase di dichiarazione di voto, e
di fronte alle esternazioni di Canola ha anche preteso che fosse questi a
essere buttato fuori.
Questa cosa non si è mai vista. Stiamo ormai
accettando come normale che, quando non si hanno più argomenti, si assuma la
delegittimazione per neutralizzare la parola contraria, che è uno ormai dei
dettami fondamentali che ha assunto la sinistra italiana, che si arroga il diritto di essere l'unica depositaria illuminata di democrazia, per tacitare il dissenso. A partire dai dibattitti televisivi fino ad argomenti di ordine pubblico e
sociale, facendo leva sul valore simbolico di una etichetta (fascista è
quella più abusata, ad esempio) l'autocensura non consente più di potersi esprimere liberamente ed essere
ascoltati da chi magari deve formarsi un’opinione. E i più giovani da questo
punto di vista sono i più deboli e disarmati, di fronte a questo tipo di
attitudine. Qualche vecchio volpone ha imparato il trucco.
Il fatto che non si accetti di doversi
confrontare anche aspramente, ma nel rispetto della persona (che non è mai mancato
da parte del nostro consigliere), cosa che invece non è stata rispettata dal
sindaco che ha impropriamente attribuito dei titoli e fatto riferimenti fuori
contesto, rischia di far uscire dalla sfera della legittimità politica ed entrare in quella
della provocazione gratuita e personale, che mai dovrebbe sfiorare chi
rappresenta la città e quindi tutti i cittadini.
Vergognoso e disdicevole è ciò che accaduto, e
che nessuno della minoranza sia intervenuto, quasi godendosi lo spettacolo, da
“bravo bambino che non fa le cose cattive”.
Forse il tema “gentilezza”, che più volte,
anche forse comicamente, è stato richiamato dal Sindaco nel consiglio comunale
di insediamento, voglia in realtà dire di trattare con delicatezza questi
teneri virgulti che per la prima volta siedono in consiglio comunale, inesperti
e arrendevoli, che vanno trattati con attenzione poiché tanto disponibili e
carini ma ancora impreparati politicamente? Oppure gentilezza è la capacità di
accettare l’opinione contraria, senza dare in escandescenze o senza usare colpi
bassi per demonizzare e destabilizzare l'avversario, facendo scendere una pesante ombra di
sospetto nei confronti di chi tenta, ancora, oggi, disperatamente, di fare
buona politica e animare una città sull’orlo dell’irrilevanza?