Lo stimolo che ho rivolto ai consiglieri di maggioranza nel corso del passato consiglio, motivo da cui è nata la diatriba che ha portato alla mia espulsione dall’aula, va visto nell’ottica di sviluppare e approfondire le tematiche, in modo che non appaiano al cittadino come temi preconfezionati e pronti solo alla ratifica, ma siano occasione per stimolare il pensiero critico e l’interesse per le sorti del proprio paese.
Mi rivolgo alla Presidenza del Consiglio, richiamando ciò che già dissi durante lo svolgimento del primo consiglio comunale di insediamento di questo nuovo mandato, ovvero che ci vorrebbe non solo buona volontà a gestire questo ruolo, ma anche un po' di esperienza, e soprattutto neutralità (art.lo 48 comma5 regolamento)
Il ruolo del Presidente del Consiglio è particolare, poiché per un è un organo specifico che presiede un soggetto giuridico dotato di autonomia funzionale e organizzativa, espressione della sintesi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale e che implica, per questo, una funzione di garanzia; mentre per l’altro versante il Presidente del Consiglio comunale è eletto con i voti della maggioranza la quale ritiene che il Presidente eletto possa (e debba) privilegiare tale parte politica, al fine di consentire il raggiungimento degli obiettivi programmatici.
Il sindaco inoltre è intervenuto arbitrariamente e questa facoltà di intervenire in consiglio fuori tema è concessa, ma per soli fatti gravi e comunicazioni fondamentali per la sicurezza, non per questioni di lesa maestà, e quindi la Presidenza del Consiglio non avrebbe dovuto concedere la parola al Sindaco, se non per una dichiarazione di voto. Non certo per un’invettiva personale dai contenuti gratuiti e irriverenti.
Quindi vi invito a rivolgere le vostre scuse, non nei confronti della mia persona, in quanto l’esperienza mi ha insegnato che un confronto politico può anche essere aspro e pesante, senza mai trascendere, ma nel rispetto della liberalità di pensiero e partecipazione, a questo consiglio, riconoscendo l’autonomia della maggioranza e la responsabilità delle azioni di ciascun consigliere di maggioranza, compreso il silenzio. Ma se la mancanza di argomentazioni dovesse eventualmente far passare il dubbio che il non avere nulla da dire, se non obbedire alla linea di indirizzo dettata dal sindaco, insieme a chi compone il proprio team di governo, anche al di fuori delle parti istituzionalmente riconosciute, allora forse sarebbe opportuno che ciascun consigliere comprendesse l’essenza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità politiche e che, come diceva un noto esponente politico, prima fortemente avversato e ora invece assai vicino, “uno vale uno”."








