mercoledì 8 febbraio 2017

Giornata del ricordo: la tragedia dimenticata rivive alla Tallone


Il 10 febbraio è stato istituito dal 2004 il Giorno del Ricordo, per ricordare i massacri cosiddetti "delle foibe", che tra il 1943 e il 1945 fecero oltre 11.000 vittime tra gli italiani della Dalmazia e della Venezia Giulia. Tali regioni, oggi divise tra Italia, Slovenia e Croazia, sono state per secoli contese tra l'Italia e i popoli jugoslavi, vedendo nel tempo alternarsi dominazioni diverse, con continui spostamenti della linea di confine e violenze perpetrate da entrambe le parti, soprattutto tra Ottocento e Novecento. La tensione raggiunse il suo apice quando alla questione nazionale e territoriale si aggiunse l'odio politico tra l'Italia (allora fascista) e la neonata Jugoslavia socialista, soprattutto in seguito al processo di italianizzazione forzata della zona condotta dal regime di Mussolini.

In seguito all'8 settembre, la regione istriana veniva riannessa alla Croazia e iniziava la pulizia etnica nei confronti degli italiani: le vittime, infatti, non furono solo rappresentanti del regime fascista, ma anche semplici cittadini. Il numero delle vittime italiane è stato stimato intorno alle 11.000 unità, in parte decedute nei campi di concentramento jugoslavi, ma per lo più gettati ancora vivi nelle gole carsiche della zona (dette appunto "foibe").

Una tragedia di cui si parla poco, e che i ragazzi delle terze medie dell'Istituto Comprensivo di Alpignano cercheranno di conoscere meglio grazie all'incontro con Ennio Cadum organizzato per loro presso l'Auditorium Tallone nella giornata del 22 febbraio. Il signor Cadum interverrà come figlio di una famiglia di profughi, tra i 400.000 costretti in quegli anni ad abbandonare quelle terre; lo accompagnerà Fulvio Aquilante, presidente della sezione torinese dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che presenterà anche alcuni materiali d'archivio dell'associazione.

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