giovedì 15 gennaio 2015

LAVORI A PALAZZO


La scorsa estate, nello stupore generale degli alpignanesi, il Municipio di Viale Vittoria si è ricoperto, per la seconda volta nel giro di pochi anni, di vistose impalcature. Lo stupore era dovuto al fatto che gli amministratori piangono sempre miseria quando ci sono da tirare fuori magari poche migliaia di euro per qualche servizio o qualche manutenzione ordinaria, e poi sono sempre disposti a spendere decine o centinaia di migliaia di euro per interventi edili. E quindi dopo il caso “fontana” era scoppiato il caso “municipio”.
La giustificazione sembrava essere: tanto paga la Regione. Come se quei soldi piovano dal cielo e non escano comunque dalle nostre tasche. Ma così è.
Dal punto di vista degli stanziamenti, la cosa è tuttavia vera solo in parte, perché sebbene il comune abbia attinto a un bando regionale, buona parte dell’investimento è coperto da risorse locali e precisamente:
€ 368.021,05 -  contributo della Regione Piemonte
€ 250.000,00 - devoluzione mutuo cassa DD.PP. (ex illuminazione pubblica)
€ 178.000,00 - devoluzione mutuo cassa DD.PP. (ex sotto passo Marconi)
     6.043,99 - devoluzione mutuo cassa DD.PP. (ex residuo rete fognaria)
per un importo complessivo dei lavori di € 802.065,00.
Con Determina n° 206 del 10 giugno 2013 viene dunque approvato il progetto esecutivo.
Il 2 luglio 2013 il progetto va in gara e il 7 novembre 2013, con det. n° 429, viene approvato il verbale di gara per l’aggiudicazione definitiva alla Ditta Altomonte. L’importo dei lavori, tolti i ribassi, diventa € 466.515,75.
Il quadro economico complessivo, rivisto conseguentemente ai ribassi, avrebbe dovuto prevedere una spesa di € 667.040,94, ma invece dai conti risulta altro:
€ 279.909,45 - contributo della Regione Piemonte (60% di € 466.515,75)
€ 250.000,00 - devoluzione mutuo cassa DD.PP. (ex illuminazione pubblica)
€ 178.000,00 - devoluzione mutuo cassa DD.PP. (ex sotto passo Marconi)
     6.043,99 - devoluzione mutuo cassa DD.PP. (ex residuo rete fognaria)
Il totale è pari a € 713.953,40.
Che cosa sono questi circa 50.000 euro in più, e da dove vengono?
Esaminando il dettaglio del Quadro economico aggiornato si nota che la differenza di circa € 50.000 è esattamente corrispondente all’incremento delle opere di manutenzione dell’impianto elettrico, che passa da € 86.603,00 a € 136.642,28 (mentre con Determina Regionale n° 583, del 12 settembre 2014 il contributo della Regione si è ridotto a € 272.491). 

Ma queste opere facevano già parte del progetto iniziale? 

Più del 25% dell’importo delle opere è quindi destinato al rifacimento della parte elettrica, che stona abbastanza con la denominazione dell’opera e la tipologia dei lavori molto specifica, ovvero “Ristrutturazione, riqualificazione energetica e sopraelevazione del tetto del Palazzo Comunale”.
Dato che il bando regionale aveva come scopo quello di favorire il risparmio energetico sarebbe interessante che l’amministrazione, se non è troppo di disturbo, ci facesse conoscere in che cosa consiste questa importante opera di riqualificazione energetica e che rendesse note le previsioni di risparmio e le modalità con cui questo verrà eventualmente redistribuito.
I lavori sembravano iniziati bene, nonostante alcuni piccoli imprevisti - tra cui l’evacuazione del Comune in una giornata di mezza estate - tanto da far ottimisticamente sperare che si sarebbe rispettata la data di fine lavori.
Invece no. Ma c’è di più.
Compare tra gli ultimi provvedimenti, proprio quando eravamo in dirittura d’arrivo per la fine lavori – prevista per il 31-12-2014 - una determina (la n° 439 del 17 dicembre 2014) che affida delle generiche “opere di completamento” allo stesso professionista, che per redigere questo nuovo progetto riceve altri € 14.673,18.
Ma di quali opere si tratta e perché non facevano già parte del progetto complessivo? Quanto tempo dureranno ancora i lavori? Quale sarà l’importo definitivo delle opere?
per lungo tempo lo vedremo ancora così
Per concludere, vorremmo anche amaramente constatare una cosa:
buona parte dei Comuni ammessi al finanziamento regionale hanno realizzato un progetto di riqualificazione energetica per gli edifici scolastici.
La domanda è: di un’opera riqualificata con un così ampio investimento, che secondo "voci di corridoio" potrebbe essere un domani alienata e quindi venduta a privati, che cosa resterà ai cittadini che l’hanno pagata? Non sarebbe stata cosa buona e saggia, finalmente, tentare di riqualificare gli edifici scolastici, che sarebbero rimasti a patrimonio comune?

giovedì 8 gennaio 2015

LO SPORT PER TUTTI















Sul sito web del Comune di Alpignano (per inciso, rinnovato nel look ma non nei contenuti) è possibile scaricare un file del 19 aprile 2012, che riporta che in Alpignano ci sono 26 Associazioni sportive. Una più, una meno, queste sono le associazioni note all’amministrazione comunale; ma sono associazioni anche molto note in generale, su tutto il nostro territorio. E qualcuna anche fuori, dato che gli iscritti non necessariamente devono essere residenti. Alcune di loro vantano una lunga tradizione, altre vantano tantissimi iscritti, ma tutte hanno in comune almeno una cosa: non hanno mai ricevuto da nessuna amministrazione delle linee di indirizzo per un progetto comune e coordinato di offerta sportiva.
Il panorama non è completo se non si comprende ancora la Piscina Comunale, e soprattutto se non si sa che cosa ne sarà del nostro tanto atteso Palazzetto dello sport.
Per realizzare un Palazzetto dello sport con tutti i crismi – anche se forse qualche crisma qua e là sembra mancare - le amministrazioni che ne hanno avvalorato la nascita dovevano avere ben chiara un’idea di sport. Invece pare di no.
Quello che emerge oggi è invece solo l’idea che lo sport sia un costo: basta vedere gli ultimi bandi per l’assegnazione di alcuni campi sportivi, del tennis, del bocciodromo e fare due chiacchiere con gli assessori competenti.
Se lo sport è un costo, a che pro preoccuparsi di realizzare una struttura?
Comunque, a parer nostro, le cose andrebbero viste diversamente.
In realtà la pratica dello sport è una risorsa a beneficio di tutti e dovrebbe essere facilitata dalla nascita di politiche adeguate, che ne incentivino la diffusione. Ma se queste politiche non ci sono, che cosa può fare un’amministrazione locale? Qui entra in gioco il patrimonio che un comune ha, ovvero quello delle proprie associazioni sportive, che non devono essere viste solo come potenziali bacini elettorali, ma come portatrici di competenze e di esperienze, che devono essere messe al servizio della comunità, interagendo con la scuola, con i medici di base, con i media locali, e grazie a piccoli ma importanti incentivi economici.
Lo sport non è solo un passatempo, ma è salute, benessere fisico e mentale, amicizia, educazione, sacrificio, passione.
Si sa che l’Italia è il fanalino di coda per la pratica amatoriale dello sport da tutte le fasce di età, soprattutto se si parla di terza età. Questo ha un’enorme incidenza in campo sanitario.
Quindi in realtà lo sport non dovrebbe esser un peso, un costo, per un bilancio pubblico, ma un’economia, e andrebbe incentivato.
Quali sono i progetti, le idee che si possono sviluppare affinché davvero lo sport diventi uno sport per tutti?
Lo abbiamo chiesto a una buona rappresentanza degli “sportivi” alpignanesi ed è emersa la necessità di un organismo di coordinamento, che molti comuni già hanno, ovvero la Consulta dello sport. Ad Alpignano se ne parla da anni, ma non se ne è fatto nulla. Una consulta per essere efficace però non deve solo prevedere figure politiche e rappresentanti di associazioni, ma dovrebbe avere al suo interno funzionari dell’Asl e della scuola.
Partire dalla scuola per trasmettere questa idea di sport a noi pare fondamentale.
La scuola non deve essere la vetrina con cui le associazioni cercano futuri iscritti ai corsi, ma deve essere il luogo dove si insegnano le basi del movimento, la disciplina e il rispetto delle regole, dove si indaga sull’importanza di un corpo in buona salute, snello e flessibile, comprendendo poi un lavoro sull’alimentazione e sulla pratica autonoma. Non è così importante l'agonismo (che, anzi, aumenta i tassi di abbandono) o la frequenza di costosi corsi privati, ma è importante conoscere le buone prassi per rimanere in forma e non avere bambini che a 10 anni non si toccano la punta dei piedi con le mani o non sanno correre, non sanno fare un balzo, non sanno perdere.
Solo un progetto che possa ampliare la sua proposta, per arrivare a definire che cosa sia lo sport per tutti, dal punto di vista del benessere e della salute, e con quali soluzioni lo possiamo offrire concretamente ai cittadini di ogni fascia di età, potrà permettere di promuovere maggiormente la pratica sportiva sul territorio e incrementare la partecipazione di tutti i cittadini allo sport.
Vorremmo che ad Alpignano si cominciasse a parlare di valore sociale e formativo della pratica sportiva, esercitata a tutti i livelli. Occorrono progetti integrati trasversali alle età, alle possibilità economiche e che siano aderenti ai luoghi e alle strutture del territorio.
La pratica dello sport deve uscire dalla logica della competizione, per una nuova proposta di partecipazione sportiva, che metta in primo piano l’amicizia e il benessere.

Questo è uno dei primi passi per un cambiamento … se Alpignano-si-cura.

E ora qualche bella iniziativa, in tema
sport per gli anziani

mercoledì 31 dicembre 2014

GLI AUGURI DEL CONSIGLIERE



Gianni Brignolo e Tamara Del Bel Belluz
Gianni Brignolo, attuale consigliere comunale di Alpignano SiCura, subentrato nel settembre 2014 alla nostra prima consigliera Tamara Del Bel Belluz, ha scritto per gli alpignanesi il suo personale messaggio di auguri.
Lo pubblichiamo nel giorno della vigilia del 2015, per brindare stasera al futuro di Alpignano, nella speranza che semini in ciascuno di noi il desiderio di diventare protagonista della vita pubblica della propria città: chiediamoci se non valga la pena di iniziare a divenire più padroni del nostro destino, mettendo al primo posto nella nostra vita partecipazione e sviluppo di capacità critiche. 
Iniziamo a insegnare questo, anche ai nostri bambini...


 "Chissà quante volte in questi giorni ci siamo scambiati gli auguri. Lo faremo anche nella notte di San Silvestro, con un bicchiere in mano e, per i più fortunati, con accanto le persone a cui più teniamo.

Anche noi del gruppo Alpignano SiCura vorremmo fare i nostri auguri alla nostra città e ai suoi abitanti …


BUON ANNO ALPIGNANO



Auguri: perché per Alpignano e per i suoi cittadini sarà un anno importante. Le forze politiche organizzeranno la campagna elettorale e si definiranno gli scenari che ci porteranno alle elezioni comunali della primavera del 2016. Da queste dipenderanno, volenti o nolenti, il futuro della nostra città e in parte anche la qualità della nostra vita quotidiana.

Se c’è una cosa, che in questi quattro anni di attività politica abbiamo capito, è che solo impegnandosi nella res publica si possono cambiare le cose, e che, delegando in bianco il governo della città e le decisioni che ne derivano senza farci partecipi in prima persona, qualcuno deciderà per noi senza tenere conto delle nostre reali esigenze, ma solo delle proprie o di quelle di pochi.



BUON ANNO ALPIGNANO



Auguri a tutti, con un occhio di riguardo a chi sta faticando di più, a chi sta lottando ogni giorno con la propria salute, a chi arranca ogni giorno nel cercare di gestire una famiglia con i conti che non tornano mai, a chi ogni giorno affronta la fatica di alzare una serranda, a chi un lavoro proprio non l’ha, a chi magari pur avendolo è al limite della dignità.



BUON ANNO ALPIGNANO



Che sia un anno colmo di speranza e di coraggio

Ecco le due parole chiave che abbiamo scelto di augurio: SPERANZA E CORAGGIO.

Quante volte nel nostro intercalare ci siamo rassicurati con il detto “finché c’è vita c’è speranza”. Per una volta proviamo a invertire le parole, ovvero “finché c’è speranza c’è vita!” Perché finché abbiamo una prospettiva per il futuro allora facciamo progetti, lottiamo, ci sacrifichiamo, ci arrabbiamo, corriamo, intessiamo rapporti … insomma viviamo! Quindi vorremmo augurare agli Alpignanesi un anno ricco di speranza, perché questo vorrebbe dire avere la prospettiva di vivere in modo pieno e completo il nostro territorio. Ma la speranza non ci basta: è una parola forse “un po’ troppo poco rock”, poco aggressiva, che ci lascia sempre un po’ di malinconia, in attesa. Ognuno di noi, quando si aggrappa alla speranza, ha nel profondo di sé l’accettazione di una sorta di rassegnazione, un appello al destino, a un soggetto terzo, quasi come se quel cambiamento in meglio, che tutti ci auguriamo e che ci aspettiamo, non dipendesse da noi, ma fosse in balia di una circostanza, di un evento, di una persona e sul quale non abbiamo la possibilità di intervenire o di modificarne gli effetti.

Allora … diciamo



BUON ANNO ALPIGNANO



un anno ricco anche di coraggio. Il coraggio non è spregiudicatezza, non è incoscienza e non è nemmeno assenza di paura … anzi, è solamente la consapevolezza e la volontà di andare incontro agli eventi volendone essere protagonisti secondo le nostre doti e le nostre capacità. Così potremmo essere a nostro modo protagonisti della nostra storia e “vivere” ogni giorno nel pieno delle sue potenzialità, senza solo sperare che qualcosa o qualcuno lo possa avverare. Coraggio è una parola rock!

E poi ha due vantaggi: non  costa nulla ed è contagioso!



A voi tutti auguriamo un anno ricco di speranza e di coraggio 
Come direbbero i nostri avi:


MACTE ANIMO ALPIGNANO!

mercoledì 24 dicembre 2014

TANTI AUGURI DA ALPIGNANO SI-CURA


Cari alpignanesi,
nonostante tutto il clima di festa ci invade ancora come un balsamo rigenerante e speriamo sempre che l'anno che si chiude si porti via tutti i nostri malesseri e problemi.
Sappiamo che molti sono i gravi problemi che affliggono molti italiani, ma speriamo sempre di trovare porte aperte presso le istituzioni e un cambiamento di rotta nel sistema economico, grazie a una maggiore consapevolezza che un popolo non prospera senza lavoro.
Noi non sappiamo se questi cambiamenti sono alle porte, però continuiamo a sperare, e ci impegnamo perché ciò avvenga anche solo a livello locale: che la politica possa tornare a essere una bella cosa!!!
Proviamo a sognare che il nuovo anno sia ricco di sorprese liete, che per tanti sono miglioramento della salute e un nuovo lavoro, ma come esseri umani sentiamo pulsare anche desideri di pace, amicizia e solidarietà, in una società serena e in equilibrio, dove tutti abbiano la loro collocazione e il loro ruolo.
Vi lasciamo con un sincero augurio di Buon Natale,
da parte di tutti i componenti di Alpignano SiCura
Andrea Claudia Fabrizio Francesco P. Francesco T. Gianni Giovanni Gino Giulia Irene Luigia Marina Massimiliano Maurizio Mauro Peo Raffaella Roberto C. Roberto S. Rosario Tamara

giovedì 18 dicembre 2014

PAGA E TASI!




Questa è la settimana in cui abbiamo tutti pagato la seconda rata della Tasi.
Per qualcuno di noi è stato un sollievo, vedere che la propria rata si è ridotta grazie ad aliquote ridotte e a sgravi, ma per molti cittadini la Tasi è stata una bella “mazzata”, molto più pesante della deprecata Imu … quanta acqua sotto i ponti è passata dal 2012, quando il nostro Sindaco, presentando il suo primo unico e inimitabile bilancio del buon padre di famiglia diceva di non “voler mazzulare i cittadini”, costruendo un impianto di bilancio basato sulle “vere politiche del sociale, che solo loro sanno fare”, e se la prendeva con il governo Monti che aveva introdotto l'Imu che vessava i cittadini.
Ma mentre l'Imu era obbligatoria, la Tasi non lo è, tant'è che sono molti i comuni in tutta Italia che l'hanno azzerata.

giovedì 11 dicembre 2014

A PESCI IN FACCIA


L’arroganza della maggioranza sta diventando direttamente proporzionale alla sua inefficacia.
Il clamoroso caso delle 13 interrogazioni presentate dalla maggioranza a se stessa, durante l’ultimo consiglio comunale, dimostra la lucida volontà di boicottare l’esame delle interrogazioni di Alpignano SiCura e Partito Democratico sui temi caldi che interessano a tutti i cittadini, per fare propaganda.
Il senso del ridicolo viene poi sfiorato quando il Sindaco orgogliosamente afferma da un lato che la sua maggioranza è sempre informata su tutto e dall’altra rivendica il diritto che anche la maggioranza faccia le interrogazioni!!!
Vorremmo dire che il Consiglio Comunale non è il palcoscenico della maggioranza, ma il luogo del confronto democratico tra visioni politiche che adottano punti di vista differenti per discutere di uno stesso argomento. Solo così si offre al cittadino un’informazione completa, perché questi possa farsi una sua opinione.
Lo vorremmo chiedere al Presidente del Consiglio, l’alta carica istituzionale che dovrebbe vigilare imparzialmente sul rispetto delle regole, a che cosa serve un Consiglio Comunale e ci piacerebbe una risposta ben articolata.
Ma premesso che forse un Presidente del Consiglio degno di tale nome il Regolamento dovrebbe conoscerlo a memoria, e farlo rispettare in modo bipartisan, ci chiediamo a quale parte del regolamento pensava quando non ha accolto la richiesta di Alpignano SiCura, durante l’ultimo consiglio comunale, svoltosi il 27 novembre scorso.
Raccontiamo il fatto.
Il nostro consigliere Gianni Brignolo prima delle interrogazioni ha chiesto al Presidente del Consiglio di consentire a tutte le forze politiche di porre le proprie interrogazioni, suggerendo a rotazione di leggerne una per ogni gruppo consiliare, fino alla scadenza delle due ore.
Secondo l’interpretazione che il Presidente fa liberamente del nostro regolamento (che evidentemente non conosce così bene, pur essendo una delle poche cose di cui dovrebbe essere garante assoluto) questo non è consentito e le interrogazioni si leggono a seconda dell’ordine di arrivo.
Ecco, questo però noi nel nostro “Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale” non lo abbiamo trovato. Ne chiederemo conto al Consiglio con una interrogazione – che tra l’altro, conoscendo i tempi di convocazione, si terrà in primavera!
Tra l’altro il Presidente del Consiglio e altri membri della maggioranza, come i presidenti di Commissione, ci dicono che il regolamento è sovrano –magari facendo saltare una commissione se manca il numero legale -, si ricordino che allora va applicato sempre.
Come ad esempio in caso di dimissioni di un consigliere il regolamento prevede la convocazione di un consiglio comunale entro i 10 giorni dalle dimissioni, per provvedere alla surroga in tempi brevi.
Bene, ci è stata chiesta collaborazione per bypassare questo articolo del regolamento, in occasione delle dimissioni del consigliere Pani, e noi abbiamo accordato il nostro favore. Politicamente è un gesto importante, dato che la maggioranza i numeri li ha sempre. È un modo realmente democratico per prendere le decisioni.
Ma le attenzioni tra persone gentili si ricambiano, invece no, l’opposizione viene sempre presa a pesci in faccia da una maggioranza senza argomenti ma con tanta tanta arroganza…
Oltre a prendere pesci in faccia per queste sparate di cui si abusa di tanto in tanto, a cui forse noi dovremmo reagire più energicamente, ci rendiamo conto che questo Consiglio Comunale non ingrana. Manca del tutto la discussione politica. Tornando sempre all’ultimo consiglio, riportiamo un altro spunto di riflessione: la maggioranza ha presentato una delibera sul bilancio corredata di corposo emendamento (giunto già confezionato).
È il Consigliere Gabriele Pinsoglio che legge per intero l’emendamento, ma, di fronte a una richiesta di illustrare meglio come le cifre vengono spostate da un capitolo di spesa a un altro, il consigliere risponde: “io non sono un assessore non è che mi si possono fare le interrogazioni, quindi comunque se ci sarà un’interrogazione si darà una risposta”… 
Questa allucinante risposta non ha bisogno di ulteriori commenti. I commenti li lasciamo a voi che leggete il post della settimana. Però desideriamo richiamare il sentimento di sconforto misto a ironia del nostro consigliere, che rammaricato di come non si riesca mai in consiglio ad aprire un dibattito importante con i consiglieri di maggioranza, NEL MERITO delle proposte, invita a riflettere su due temi molto importanti, ovvero su quale sia il ruolo dei consiglieri dell’attuale compagine di maggioranza e come si sta tenendo lontana la minoranza, che rappresenta dal punto di vista politico ben oltre la metà degli elettori, dai tavoli di lavoro sulla città: “mi fa solo specie - devo dirlo a Gabriele - … quando si prepara un emendamento credo sia talmente frutto di un lavoro non indifferente che sarebbe opportuno che chi lo propone sia in grado di spiegarlo nei minimi dettagli, non fosse per altro perché – uno - rafforza il lavoro svolto e  - due - non si dà modo di pensare che non l’abbia preparato qualcun altro per noi. è un invito a rafforzare la maggioranza e anche a tenere conto che su questi argomenti, se la minoranza è coinvolta, è anche disposta a dare il suo contributo”.

Ma noi pensiamo che questa possibilità, ormai, si sia persa del tutto.

giovedì 4 dicembre 2014

“CON IL CUORE IN MANO”. Ovvero il caso R.F.I. Epilogo



Il 27 novembre 2014 in Consiglio Comunale, tra le tante cose assurde accadute (tra cui 13 interrogazioni della maggioranza, che hanno occupato le due ore disponibili), la maggioranza è riuscita a superare se stessa. 
Per far capire di che cosa si tratta, dobbiamo ripercorre qualche passaggio, avvenuto a partire dall’approvazione della Convenzione con RFI nel 2012, per la chiusura del passaggio a livello e l’esecuzione di opere alternative. 
Si premette che a quella data esistevano già un progetto definitivo, approvato dalla Conferenza dei Servizi nel 2008 e un progetto esecutivo, realizzato da RFI, consegnato alla nostra amministrazione nel 2010.
Se si fosse portato avanti questo progetto, le Ferrovie avrebbero investito 5.200.000 euro e avrebbero avviato i lavori nel 2011 per concluderli a dicembre 2014: oggi avremmo le opere, non avremmo gli onerosi vincoli di Stazione appaltante e la città avrebbe avuto le opere compensative prima della chiusura del passaggio a livello. 
L’amministrazione Da Ronco tuttavia non volle portare avanti quel progetto, per ragioni che sono state finalmente spiegate nel Consiglio Comunale del 29 Marzo 2014, ovvero il Consiglio in cui Alpignano SiCura presenta una mozione per chiedere le dimissioni dell’Assessore ai LL.PP, “accusato” di aver chiuso il passaggio a livello senza prima realizzare le opere previste dalla Convenzione approvata a novembre 2012.
L’Assessore all’urbanistica Malacrino, il Sindaco e i Consiglieri di maggioranza difendono l’operato dell’Assessore. Di fatto, la strada che avrebbe realizzato RFI non la si vuole proprio realizzare, come scelta politica, sia per salvaguardare il territorio naturale sia per evitare successive eventuali operazioni di speculazione edilizia. 
L’Assessore all’Urbanistica sostiene che oltretutto la strada non sarebbe nemmeno più autorizzata dalla Provincia, forzando addirittura la realtà, per sostenere le ragioni dell’annullamento del progetto, in quanto la Provincia la strada l’ha mantenuta nei piani territoriali.
Inoltre, dice la maggioranza, solo questa nuova convenzione prevede il rifacimento del sottopasso di Via Pietre, cosa che nel progetto RFI non ci sarebbe stata.
Tutto questo detto, la nostra mozione fu bocciata, insieme al progetto RFI.
I cittadini di fonte a tutto questo si mobilitano, raccolgono le firme e chiedono che vengano allora rispettati i termini della convenzione, che prevedeva la realizzazione di:
·  adeguamento del sottopasso di Via Pietre;
·  nuovo tratto di viabilità stradale con costruzione di sottopasso ferroviario e rotatoria tra via Rivoli e Via Valle;
·  passerella/sottopasso pedonale tra via Verdi e Via XXV Aprile;
·  realizzazione di un sottopasso pedonale in Stazione di Alpignano.
Questo è ciò che chiedono i cittadini, e lo ribadiscono anche in un incontro negli uffici del Sindaco, nel febbraio del 2014, in cui erano presenti anche esponenti di Alpignano SiCura.

Alpignano Sicura chiede formalmente, per due volte, di indire un Consiglio comunale aperto, per conoscere l’opinione dei cittadini, ma viene sempre negato. Il Consigliere Pani (ora ex-consigliere) si impegna ufficialmente il 13 maggio 2014, in Conferenza dei Capigruppo, a condividere il progetto almeno con i consiglieri.
Invece che cosa succede?
A luglio 2014 il progettista incaricato di redigere il progetto preliminare del sottopasso viario e pedonale di Via Verdi (n.b. i termini dell’incarico!!!) presenta una soluzione di un tracciato abbastanza simile a quello bocciato senza riserve nel Consiglio Comunale del 29 marzo 2014.
A settembre 2014 l’opera viene inserita nel Piano triennale delle Opere Pubbliche, prevedendo che la nuova strada venga realizzata nel 2016.
Il 27 novembre 2014 viene fatta approvare dal Consiglio la revisione del Piano triennale, che anticipa le suddette opere al 2014.
Con quale escamotage?
è qui che succede l’impossibile: dato che abbiamo già un progetto definitivo approvato dalla Conferenza dei Servizi del 2008, possiamo iniziare con le attività espropriative dei terreni agricoli compresi tra la ferrovia e la Via Garibaldi. Lo stesso Assessore Malacrino, colui che solo a marzo respingeva la realizzazione di una nuova strada per la salvaguardia dei terreni agricoli e dalla speculazione, chiede “con il cuore in mano” che si risolva presto questo grave problema di viabilità!!! 
Che cosa significa, allora, che il tracciato è lo stesso?
No, formalmente non è lo stesso: perché questo viene fuori dalle consultazioni con i cittadini e altre organizzazioni. Quindi il progetto di RFI è bocciato, però ne si fa uno simile su richiesta dei cittadini. 
Ma la politica non aveva già fatto la sua scelta, a marzo 2014? Se i politici sono convinti delle loro scelte, difese con le unghie coi denti in questi due anni e mezzo, devono andare avanti per quella strada.
Ma siamo sicuri che sia andata proprio così? Possiamo vedere i verbali degli incontri del professionista, i suoi appunti, possiamo confrontarci in un Consiglio Comunale aperto a tutti? La “progettazione partecipata”, come metodologia di lavoro, prevede questi passaggi “aperti”: perché non li vogliamo fare? Perché poi il Consigliere Pani non ha mantenuto la promessa di illustrare pubblicamente il progetto? 
I Consiglieri di maggioranza hanno già approvato tutto e il contrario di tutto. Come si fa a governare così? Come possiamo noi cittadini, che subiamo sempre tutto, non sentirci presi in giro? 
Tantissime sono le domande che affollano la nostra incredulità.
Eppure, se questo è l’epilogo, sarebbe bastato che a settembre del 2011, sempre “con il cuore in mano”, dato che erano già stati spesi mesi di lavoro e soldi pubblici, il Sindaco Da Ronco firmasse la convenzione, che avrebbe fatto decollare quanto oggi noi andremo comunque a realizzare in modo parziale - avendo dimezzato le risorse - assumendocene i rischi - essendo Stazione Appaltante - e con almeno, se tutto va bene, 4 anni di ritardo.

Vi invitiamo a guardare le videoriprese (sempre che siano consultabili, dato che sono anni che abbiamo denunciato il fatto che non sono quasi mai disponibili):
mozione a favore delle dimissioni dell'Assessore Agrimano 
discussione sul punto degli espropri_finale
discussione del punto sugli espropri