Ora che la vicenda della chiusura del passaggio a livello è diventata politicamente allettante, dato che quando si mobilita la cittadinanza può far piacere ai partiti mettere la propria bandierina su un nuovo territorio di conquista, mi pare importante ricordare a tutti che Alpignano SiCura ha iniziato, per prima, a cogliere rischi e aporie di questa rincorsa ai soldi delle Ferrovie senza aver chiaro che cosa fare. Anche se oggi, a distanza di circa un anno e mezzo, da quel 17 maggio 2012 in cui si approvò la Convenzione, di tempo alla fine ce ne sarebbe pure stato, per decidere e iniziare a lavorare.
Ma iniziamo dall’inizio, ovvero appunto dal 17 maggio 2012, quando compare sui tavoli del Consiglio la delibera di recepimento della Convenzione tra il Comune di Alpignano e R.F.I., con la quale R.F.I. avrebbe erogato un contributo di 2.800.000 euro per coprire i costi delle opere di compensazione, che il Comune avrebbe dovuto realizzare a causa della chiusura del passaggio a livello di Via Verdi. In quella occasione riconobbi alla maggioranza il merito di aver riaperto la discussione sull’argomento, ma feci notare che forse prima di procedere sarebbe stato importante avere uno studio di fattibilità e un piano del traffico. Per dimostrare che il problema era ancora aperto, anziché votare contro, tuttavia, scelsi l’astensione, anche perché la mattina stessa era uscito su “La Valsusa” un articolo in cui l’Assessore ai LL. PP. dichiarava di voler “coinvolgere la Commissione tecnica per la programmazione dei lavori”, commissione di cui io stessa faccio parte e che poteva essere il luogo idoneo per colmare le lacune.
Ma la Commissione non è mai stata convocata, a quello scopo.
Esprimere le mie perplessità in Consiglio, mi costò, da parte del consigliere di maggioranza Pani, una forte critica personale. Il consigliere si chiedeva in particolare come potevo aver avuto la pretesa di fare il Sindaco di questa città, non sapendo prendere una decisione.
Era quasi un anno e mezzo fa. Le decisioni, abbiamo visto, sono da prendere ancora oggi.
La convenzione passò all’unanimità della maggioranza e raccolse il voto favorevole dei Consiglieri di opposizione Mazza e Giacomino del Pd, il voto contrario del Consigliere Arduino del Pd. I Consiglieri Voerzio e Siesto erano assenti.
Della questione si occuparono i giornali subito dopo il Consiglio. Luna Nuova del 22 maggio 2012 riportò un’importante dichiarazione dell’Assessore ai LL. PP. sull’organizzazione dei lavori: “prima ci sarà l’adeguamento del sottopasso di Via Pietre, poi la soppressione del passaggio a livello di Via Verdi”.
Ma siccome di questi lavori di via Pietre non si vedeva l’avvio e nessuno ne chiedeva conto, iniziai a riprendere l’argomento attraverso il nostro blog, il 29 agosto 2012 (Non è un paese per biciclette) e il 5 settembre 2012 (Sottopassi e sottintesi).
Il colpo di scena avviene nel Consiglio Comunale del 27 novembre 2012: la Convenzione è da riapprovare. Sei mesi e mezzo buttati, per una questione burocratica, insieme ai 3000 euro di spesa (certo, ben poca cosa di fronte ai 2.800.000) per il Consiglio di maggio, convocato ad hoc per la Convenzione.
Però nel frattempo qualcosa cambia nella compagine dell’opposizione, che esprime unanimemente il voto contrario (unico assente, nei banchi dell’opposizione, il Consigliere Mazza).
Un aspetto importante viene fuori da questo Consiglio: che si svolga un consiglio comunale aperto per discutere con i residenti della zona, che nel frattempo hanno iniziato a chiedersi che cosa stesse combinando l’Amministrazione. Ma anche di questa iniziativa, ovviamente, non se ne è più fatto nulla.
La vicenda della Convenzione con R.F.I. inizia a diventare talmente piena di implicazioni, di contraddizioni, di goffaggine, da suggerire la fortunata satira politica de L’Armata Brancaleone, pubblicata sul nostro blog il 28 novembre 2012.
Successivamente, in data 8 dicembre 2012, Alpignano SiCura scende in piazza per informare la popolazione di alcuni fatti, tra cui proprio la chiusura annunciata del passaggio a livello, con un volantino dal titolo Lo sapevate?, anticipato sul blog in data 6 dicembre.
Per mesi intanto chiediamo agli uffici comunali la data di firma della Convenzione, perché da quella data sarebbe iniziato il conto alla rovescia, per la chiusura del passaggio a livello e per la consegna del sottopasso di Via Pietre rimesso a nuovo. Nel Consiglio Comunale del 28 febbraio 2013 chiediamo spiegazioni sul perché non ci vengano consegnati gli atti, ma ancora la fatidica data non ci viene comunicata.
A quel punto, il 29 aprile 2013 presentiamo un’interrogazione per conoscere esplicitamente la data della firma della convenzione, che scopriamo avvenuta il 25 gennaio 2013: da qui sappiamo che il 25 luglio sarebbe stato chiuso il passaggio a livello. L’assessore assicura anche che il sottopasso sarebbe stato pronto per quella data.
Immediatamente, il 4 maggio 2013, distribuiamo in piazza un nuovo volantino, intitolato Stiamo ancora aspettando…, con cui informiamo i cittadini che il sottopasso di Via Pietre è in ritardo e la promessa assemblea pubblica non si è svolta (lo travate sul blog in data 7 maggio 2013).
Ma le cose non finiscono qui: dato che la nostra attività divulgativa nel frattempo ha dato non pochi grattacapi all’amministrazione, arriva il più fastidioso degli attacchi personali ricevuti. L’Assessore, che non ha mai voluto metterlo a verbale, mi ha accusata di essere una “fomentatrice”, tanto che in un clima così surriscaldato - nemmeno si parlasse di TAV - qualcuno avrebbe potuto anche commettere azioni violente nei suoi confronti. Ma a me pare che la nostra attività di opposizione sia sempre stato equilibrata, corretta e documentata, e ho voluto precisarlo nel post del 23 maggio 2013, intitolato proprio I fomentatori.
Di questo i giornali non hanno voluto occuparsi, nessun consigliere è intervenuto e il Presidente del Consiglio, presente durante i fatti, non ha minimamente pensato di prendere le distanze da queste affermazioni.
Ma, chiusa questa parentesi personale, andiamo avanti con la cronologia dei fatti: dato che la scadenza del 25 luglio si avvicina e non vediamo movimenti intorno al sottopasso di Via Pietre, presentiamo una mozione per il Consiglio del 12 giugno 2013, che viene rifiutata, complice anche il diniego del Consigliere Mazza, che non si prende la responsabilità di dare un dispiacere alla maggioranza. Da qualche giorno (diciamo un po’ dopo il nostro volantino) però il Pd ha preso ufficialmente posizione sulla vicenda, distribuendo volantini, affiggendo locandine, anche tramite Facebook, per esprimere la contrarietà alla realizzazione di un sottopasso viario su Via Verdi (vedi post dell’11 giugno 2013, Un consiglio monopunto).
Il 4 luglio 2013 riproponiamo la stessa mozione al Consiglio Comunale, che ritiriamo nel momento in cui chiare azioni di disturbo (12 interrogazioni della maggioranza e la bocciatura della richiesta di anticipo della discussione, in quanto non si può affrontare un tema così importante alle due di notte davanti a una sala vuota) ci fanno indignare e scegliere di non stare a questi giochetti. Perché in quello stesso Consiglio la maggioranza aveva presentato una contro-mozione. Con questo passaggio l’amministrazione rimette nelle mani di un professionista esterno le decisioni e rinuncia a confrontarsi con la popolazione.
Spero sia chiaro a tutti che è una debolezza della politica, il fatto che anziché affrontare direttamente i cittadini, come detto, per fare le scelte, si ricorra alla figura del mediatore (un tecnico) per trovare una soluzione, illudendosi che questa debolezza venga scambiata per virtù. La progettazione partecipata è un modo fantastico per trovare soluzioni, ma richiede altri presupposti e un altro approccio.
E intanto arriva la data fatidica: il 24 luglio 2013 pubblichiamo il post 25 luglio 2013: chiude il passaggio a livello di Via Verdi?, il 31 luglio il post Chiuso per sempre.
Da qui in avanti i cittadini iniziano a comprendere sulla loro pelle che cosa significa aver firmato quella Convenzione, e che cosa significa avere un’amministrazione che pensa di fare scelte utili alla cittadinanza (vedi post Noi che facciamo le cose).
I giornali seguono con interesse la vicenda, ma nessuno ha posto la fatidica domanda ai nostri amministratori: MA AVETE FINALMENTE DECISO CHE COSA FARE?
Come ho scritto nel post Con l’acqua alla gola del 28 agosto 2013, “noi su questi aspetti abbiamo cercato in più occasioni di sensibilizzare l’opinione pubblica. è ora però che anche i cittadini facciano sentire la loro voce”. E siamo quindi felici e orgogliosi che sia partita la campagna di raccolta firme, perché abbiamo lavorato tanto su questo tema e siamo veramente onorati di essere di conforto e di riferimento per chi ci ha seguito da sempre o per chi ci conosce da poco.
Ora vedremo che cosa succederà nel prossimo Consiglio Comunale di fine settembre: noi ripresenteremo nuovamente la mozione e vedremo se la maggioranza avrà il coraggio di affrontare la discussione, dando finalmente delle risposte chiare, definitive e accettabili o se, per spirito di ripicca, dimostrerà, come in altre occasioni, di non essere minimamente interessata a ciò che Alpignano SiCura ha da dire. Perché tanto, a dispetto della proficua dialettica e del costruttivo confronto politico, ciò che conta alla fine veramente sono soltanto i numeri.
Le conclusioni di questa storia sono due: che a più di un anno di distanza dal Consiglio del 17 maggio 2012, il Pd si accorge dell’opportunità di sfruttare politicamente la vicenda, per occupare la scena. E la grandinata di questa estate è la ciliegina sulla torta.
L’altra è che la maggioranza farà di tutto per attribuire la responsabilità politica di questi ritardi e indecisioni all'opposizione. E allora forse è un bene che non siamo più soli.
Anche se però ci pare importante che si ricordi sempre come sono andare veramente le cose.